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ESECUZIONE PENALE: LA PRIMA RIFORMA È SMETTERE DI PENSARE AL PROPRIO ORTICELLO.

Alcol Carcere e Diritti
Pubblicato da Gabriele Sorrenti in Editoriali · 15 Febbraio 2021
Tags: carceregiustiziaesecuzionepenaleterzosettoreriforma
La nomina di Marta Cartabia a Ministro della Giustizia induce molti a sperare che al mondo dell'esecuzione penale possano essere apportati i miglioramenti necessari a renderla più aderente al dettato costituzionale che impone di orientare la pena alla rieducazione del condannato, cioé dare concrette possibilità a chi sia definitivamente riconosciuto colpevole di un reato di fare ammenda e di appartenere con maggiore responsabilità al consesso sociale.
Chi conosce un poco l'argomento sa  che si tratta di un'opera immane e sarebbe veramente da ingenui ritenere che il solo Ministro, per quanto valente, possa svolgerla da solo.
Non riesco ad immaginare una reale e radicale riforma dell'esecuzione penale senza che ad essa concorra la totalità dei suoi attori.
I componenti dell'Amministrazione, certamente. Ma anche il Terzo Settore, l'Avvocatura e la Magistratura, la popolazione detenuta o comunque sottoposta a misura penale.
Devo ricordare che alcuni anni fa si tennero gli Stati Generali dell'Esecuzione Penale: una grande mole di lavoro poco valorizzata per la miopia del governo Gentiloni (Guardasigilli Orlando) che, pure, li aveva voluti ed organizzati.
C'é, però, un tragico errore in agguato: che da più parti si cada nuovamente nel voler coltivare il proprio misero orticello.
Interlocuzioni sottobanco, appelli e cartelli estemporanei, iniziative di facciata servono solo ad accontentare la propria filiera e mantenere su di essa il proprio potere ma hanno dimostrato di mantenere inalterata la situazione.
Chi desidera una riforma dell'esecuzione penale costituzionalmente orientata, profonda e duratura che migliori la civile convivenza nel nostro Paese é chiamato ad uno sforzo umile e leale di studio, proposta e messa in gioco personale.
"Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia" direbbe Don Milani. Ma la differenza é che, in questo caso, sortirne da soli proprio non si può.



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