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		<lastBuildDate>Wed, 01 May 2024 10:51:00 +0200</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[Un Governo muto e inerte di fronte alla violenza di polizia nelle carceri é davvero un brutto spettacolo che nuoce all'Italia.]]></title>
			<author><![CDATA[Gabriele Sorrenti]]></author>
			<category domain="https://www.gabrielesorrenti.it/blog/index.php?category=Redazione"><![CDATA[Redazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div><span class="fs11lh1-5">Dispiace, ma non sorprende, il silenzio dell'attuale Governo circa le violenze della polizia penitenziaria ampiamente documentate nell' Istituto per Minorenni "Beccaria" di Milano..</span></div><div><span class="fs11lh1-5">L'imbarazzo deve essere raggelante se non si sono levate alte le solite voci gracchianti di sostegno a chi ha perpetrato quelle violenze ingiustificate nei confronti di ragazzi, preferibilmente stranieri e quindi particolarmente privi di tutele.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Quando sentiremo dire che "i politici sono tutti uguali" avremo un esempio pratico per dimostrare che non è vero.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Ricordiamo bene, in seguito alle altrettanto documentate torture di polizia avvenute nel carcere di Santa Maria Capua a Vetere, l'allora presidente del Consiglio Draghi e la ministra della Giustizia Cartabia si recarono in quell'istituto per affermare il primato della nostra Costituzione antifascista.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Oggi né Giorgia, la donna madre cristiana attualmente presidente del Consiglio, né il Guardiasigilli ex magistrato "garantista" Nordio, assai attivo sui social media, hanno dato segno tangibile di non essere d'accordo con le torture di Milano, tantomeno di esserne scossi ed indignati.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Peccato, perché chi tace é complice.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Peccato, perché sarebbe stata una buona occasione per dimostrarsi autenticamente antifascisti e persino cristiani.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 May 2024 08:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vinum Alba: vino e bambini, nonostante la legge lo proibisca.]]></title>
			<author><![CDATA[Maria Poggi]]></author>
			<category domain="https://www.gabrielesorrenti.it/blog/index.php?category=Interventi"><![CDATA[Interventi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div><span class="fs12lh1-5">Nei giorni scorsi , sono venuta a conoscenza di un evento enogastronomico che , il </span><span class="fs12lh1-5">26, il 27, il 28 Aprile e il 4 e 5 maggio 2024, coinvolgerà alcuni Centri delle Langhe, </span><span class="fs12lh1-5">del Monferrato e del Roero.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Questa manifestazione, denominata “VINUM ALBA” si definisce: “ LA PIU’ GRANDE </span><span class="fs12lh1-5">ENOTECA A CIELO APERTO D’ ITALIA” .</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Scorrendo le innumerevoli offerte per il pubblico, ha suscitato il mio sconcerto </span><span class="fs12lh1-5">quella dal titolo: “VINUM-BIMBI”. La proposta è sinteticamente illustrata nel </span><span class="fs12lh1-5">sottotitolo: “Insegniamo ai bambini il “ valore vino “ per il territorio delle Langhe, </span><span class="fs12lh1-5">Monferrato e Roero, attraverso una delle attività più a loro congeniali: il gioco.”</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Non volendo trarre conclusioni affrettate, ho ritenuto opportuno leggere con </span><span class="fs12lh1-5">attenzione i dettagli della proposta dedicata ai fanciulli.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il testo promozionale dell’Organizzazione, alquanto persuasivo, afferma: “Sarà </span><span class="fs12lh1-5">attrezzata un’area bimbi, a ingresso gratuito, con giochi didattici realizzati</span></div><div><span class="fs12lh1-5">artigianalmente in legno e materiali naturali e chiarisce che ” ..sarà uno spazio gioco </span><span class="fs12lh1-5">dove, in compagnia dei loro genitori, i piccoli visitatori potranno conoscere, </span><span class="fs12lh1-5">divertendosi, le nostre magiche colline Patrimonio mondiale UNESCO e di poter </span><span class="fs12lh1-5">riconoscere i paesaggi vitivinicoli e i loro prodotti come un valore per il nostro </span><span class="fs12lh1-5">Territorio”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Si legge ancora: “VINO e BAMBINI: due termini a prima vista difficili da coniugare tra </span><span class="fs12lh1-5">di loro, ma così non è.”</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il connubio: “VINO e BAMBINI” mi porta alla mente un’intervista dal titolo: “Alcol tra </span><span class="fs12lh1-5">i giovani”, realizzata nel 2022 dall’emittente televisiva: “Primo Canale” al Prof. </span><span class="fs12lh1-5">Gianni Testino, Medico, specialista in Medicina interna e gastroenterologia ed </span><span class="fs12lh1-5">Endoscopia digestiva, coordinatore del Centro alcologico regionale della Liguria, </span><span class="fs12lh1-5">Direttore del reparto di Alcologia dell’IRCCS Ospedale San Martino – Istituto</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>“Il consumo e l'abuso di alcol fra i giovani e gli adolescenti è un fenomeno </b></span><b class="fs12lh1-5">preoccupante e in forte crescita, in Italia come all'estero.” , affermava il Professore </b><b class="fs12lh1-5">e aggiungeva: "Quando gli adolescenti assumono alcolici, aumenta almeno del 30 -</b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>40% la possibilità che quel ragazzo rimanga 'agganciato' all'alcol anche quando </b></span><b class="fs12lh1-5">poi diventa adulto, rischiando di diventare un alcolista".</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Iniziare a bere da molto giovani, o persino assaggiare il primo sorso di vino o birra </span><span class="fs12lh1-5">dalla 'mano' dei propri genitori, non cambia nulla. "Noi adulti molto spesso </span><span class="fs12lh1-5">pensiamo di insegnare ai nostri figli come bere alcol in modo consapevole, </span><span class="fs12lh1-5">moderatamente, ma purtroppo così non è".</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Abbiamo la responsabilità, morale e civile, di tutelare la salute dei fanciulli e dei </b></span><b class="fs12lh1-5">giovani, incoraggiandoli a consolidare comportamenti consoni a corretti stili di vita!</b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Invogliarli ad assumere comportamenti che potrebbero danneggiare </b></span><b class="fs12lh1-5">irreparabilmente la loro salute e la qualità delle relazioni sociali che andranno a</b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>comporre, è un comportamento assurdo, contrario all’istinto innato di </b></span><b class="fs12lh1-5">conservazione della Specie.</b></div><div><span class="fs12lh1-5">Osservo attentamente le immagini di corollario: si tratta di fotografie che </span><span class="fs12lh1-5">testimoniano in modo efficace le competenze “scenografiche” di chi ha</span></div><div><span class="fs12lh1-5">programmato le attività ludico-educative la relativa documentazione. Il materiale e </span><span class="fs12lh1-5">il processo di funzionamento dei diversi sussidi didattici sembra decisamente di alta </span><span class="fs12lh1-5">qualità, e, ad un “addetto ai lavori” è facile comprendere quali siano gli obiettivi di</span></div><div><span class="fs12lh1-5">apprendimento sottesi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Alcune parti del percorso sono dedicate alla tipologia idro-geografica del territorio , </span><span class="fs12lh1-5">alle culture tipiche della zona collinare: all’allevamento , alla realizzazione di </span><span class="fs12lh1-5">prodotti caseari e ai laboratori artigianali, ma, è evidente, che , nella maggior parte</span></div><div><span class="fs12lh1-5">siano attività incentrate sulla produzione del vino. Alcuni elementi dei giochi, </span><span class="fs12lh1-5">riproducono fedelmente delle bottiglie di pregiato vino autoctono e riportano la loro </span><span class="fs12lh1-5">denominazione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Risulta chiaro lo scopo di ripetere in modo così ridondante le denominazioni dei </span><span class="fs12lh1-5">vitigni e delle tipologie dei vini locali.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Attualmente si ha a disposizione innumerevoli strumenti didattico-educativi volti a </span><span class="fs12lh1-5">favorire l’apprendimento di concetti e abitudini di vita quotidiana. E’ cosa nota che </span><span class="fs12lh1-5">le informazioni apprese giocando vengano consolidate in modo stabile, nella mente</span></div><div><span class="fs12lh1-5">dei bambini. Alcuni eventi, particolarmente significativi, entrano a far parte della </span><span class="fs12lh1-5">memoria autobiografica , diventano parte di sé.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Durante l'età evolutiva molti comportamenti si apprendono inconsapevole, </span><span class="fs12lh1-5">diventano "memoria" come abitudini del tutto “naturali”, ne sono un esempio:</span></div><div><span class="fs12lh1-5">vestirsi in modo consono al luogo e al tempo, procurarsi il cibo, parlare adeguando </span><span class="fs12lh1-5">il registro comunicativo alla situazione , divertirsi…</span></div><div><span class="fs12lh1-5">E’ fondamentale porci queste domande: </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Bere alcolici, è veramente un gesto che si può annoverare tra quelli della normale </span><span class="fs12lh1-5">routine quotidiana, per gli adulti, oppure è considerato tale da buona parte della </span><span class="fs12lh1-5">popolazione, perché è un’abitudine che la specie umana ha consolidato nei millenni,</span></div><div><span class="fs12lh1-5">tanto da condizionare stabilmente il comportamento delle persone?</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Brindare nelle occasioni di festa e convivialità è una tradizione di remota memoria: è </span><span class="fs12lh1-5">fondamentale consumare alcolici per festeggiare un evento gioioso oppure viene </span><span class="fs12lh1-5">compiuto a seguito di un condizionamento sociale ultra-millenario?</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Gli adulti che si recheranno con i loro bambini a vivere l’esperienza di “Vinum” sono </span><span class="fs12lh1-5">consapevoli che in questo modo condizioneranno stabilmente il comportamento </span><span class="fs12lh1-5">dei figli in merito all’assunzione di bevande alcoliche?</span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’esempio dei genitori è fondamentale nel processo di acquisizione e </span><span class="fs12lh1-5">consolidamento dei corretti stili di vita: perché non concediamo ai ragazzini la</span></div><div><span class="fs12lh1-5">facoltà di scegliere se bere alcolici o non farlo quando saranno adulti?</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Mi chiedo, in ultimo che cosa sia "Il valore del vino" che il laboratorio vorrebbe fare </span><span class="fs12lh1-5">scoprire ai bambini. Forse si fa riferimento all’ immenso valore economico che </span><span class="fs12lh1-5">comporta la produzione di vino?</span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’entità dei proventi ricavati dalla vendita di alcolici non è paragonabile a quello </span><span class="fs12lh1-5">relativo al dispendio di risorse che comporta la cura delle innumerevoli patologie </span><span class="fs12lh1-5">alcol correlate. Ritengo, quindi, che non sia eticamente corretto, da parte delle ditte </span><span class="fs12lh1-5">viti-vinicole impostare un’operazione di marketing volta a garantirsi dei futuri </span><span class="fs12lh1-5">consumatori, attraverso un’azione educativa evidentemente condizionante.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La Legislazione Italiana tutela la salute dei bambini e dei giovani, rispetto alla </b></span><b class="fs12lh1-5">vendita delle bevande alcoliche, <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001;125" target="_blank" class="imCssLink">la legge 125 sull'alcol proibisce esplicitamente di</a> </b><b class="fs12lh1-5"><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001;125" target="_blank" class="imCssLink">fare pubblicità agli alcolici, diretta o indiretta, in luoghi frequentati da minorenni</a>.</b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Permettiamo ai fanciulli di essere tali, rispettando le loro peculiarità e agli educatori </b></span><b class="fs12lh1-5">“autentici” di inventare o scegliere attività ludiche adatte alla loro età e soprattutto </b><b class="fs12lh1-5">senza secondi fini.</b></div><div><br></div><div><div><span class="fs9lh1-5 cf1">Foto di Tima Miroshnichenko: https://www.pexels.com/it-it/foto/cibo-uomo-amore-persone-5591182/</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 Apr 2024 16:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Come stai papà? Riflessioni per guardare oltre la festa.]]></title>
			<author><![CDATA[Gabriele Sorrenti]]></author>
			<category domain="https://www.gabrielesorrenti.it/blog/index.php?category=Redazione"><![CDATA[Redazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div><span class="fs12lh1-5">Quando l'agenda mi ha sottoposto l'incombere di quella che commercialmente viene definita come Festa del Papà, due pensieri mi hanno raggiunto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il primo, del tutto personale, &nbsp;é la gratitudine per potere trascorrere questo giorno con il mio genitore ancora vivente.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il secondo é: </span><span class="fs12lh1-5"><b>in che modo viene vissuta questa festa in una famiglia con problemi alcol correlati?</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ci sono figli che vedono il proprio padre perso nell'alcol.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ci sono padri che stravolgono il proprio ruolo genitoriale perché distolti dalle preoccupazioni per una compagna di vita "alcolista".</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ci sono padri che assistono impotenti alla caduta di un figlio, o di una figlia, in un <i>abisso alcolico</i> che sembra senza fine.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">È, questo, un catalogo troppo schematico e per nulla preciso o esaustivo dei problemi delle famiglie; non tiene nemmeno conto della complessità delle relazioni al loro interno. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il mio auspicio é che queste righe possano dare <b>spunto a qualche riflessione, promuovere qualche curiosità rispetto all'apparenza, permettere a qualche famiglia in difficoltà di attivare un processo che le permetta di festeggiare, magari l'anno prossimo, una Festa del Papà migliore</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs8lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs8lh1-5">Foto di &lt;a href="https://pixabay.com/it/users/publicdomainpictures-14/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=22194"&gt;PublicDomainPictures&lt;/a&gt; da &lt;a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=22194"&gt;Pixabay&lt;/a&gt;</span><br></div></div><div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Mar 2024 10:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Nelle carceri, telefonate libere e colloqui intimi: non più promesse, ma certezze.]]></title>
			<author><![CDATA[CNVG]]></author>
			<category domain="https://www.gabrielesorrenti.it/blog/index.php?category=Comunicati"><![CDATA[Comunicati]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div><span class="fs12lh1-5">“Carceri: Russo (Dap), favorevoli a telefonate senza limite. Mettere a punto sperimentazione per colloqui senza controlli (ANSA) - ROMA, 21 febbraio 2024.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Era da tanto che non leggevamo una notizia buona, anzi buonissima sulle carceri come quella arrivata il 21 febbraio dall’ Ansa: il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Russo, ha comunicato in una audizione alla Commissione Giustizia della Camera che</span><span class="fs12lh1-5"><b> il DAP è favorevole alla liberalizzazione delle telefonate per tutte le persone detenute</b></span><span class="fs12lh1-5">, ad esclusione solo di chi è sottoposto al regime del 41-bis sottolineando tra l’altro che già oggi un direttore ne può concedere “anche cento al giorno”. Quanto all’ opportunità dei colloqui intimi senza controllo visivo, è previsto che a breve verrà avviata una sperimentazione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per tre significative realtà del Volontariato, la </span><span class="fs12lh1-5"><b>Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, Ristretti Orizzonti e Sbarre di Zucchero</b>, che hanno raccolto firme, chiesto con forza ai direttori un ampliamento del numero di telefonate e colloqui, si sono battute per le telefonate libere e i colloqui intimi riservati, </span><span class="fs12lh1-5"><b>le parole del Capo del DAP sono una boccata di ossigeno, e anche la conferma che quello degli affetti è il terreno fondamentale anche per la prevenzione dei suicidi.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ricordiamo che nella Casa di reclusione di Padova il direttore aveva già accettato di mantenere, a fine pandemia, la telefonata quotidiana per buona parte dei detenuti e ha accolto anche l’invito del Volontariato a dare concretezza alla sentenza della Corte Costituzionale iniziando a progettare gli spazi per i colloqui intimi, ora la speranza è che, sollecitati dal Capo del DAP, si muovano tutti i direttori, e che colgano l’importanza di far fronte al disagio e alla sofferenza crescenti nelle carceri allargando al massimo tutte le possibili occasioni di incontro con i propri cari delle persone detenute.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;&nbsp;Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, Ristretti Orizzonti, Sbarre di Zucchero.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div> </div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">ANSA 21 febbraio: "Ad avviso del Dap, le telefonate dei detenuti con i familiari e gli affetti sono un elemento del trattamento, già adesso il direttore del carcere ha la possibilità di autorizzare anche cento telefonate al giorno, la nostra proposta non prevede limiti al numero di telefonate". Lo ha detto il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Giovanni Russo in audizione davanti alla Commissione giustizia della Camera, con riferimento all'applicazione della sentenza della Consulta sul diritto dei detenuti alla vita affettiva e a una maggiore privacy negli incontri con i loro cari”.</span></div><div><br></div><div><div><span class="fs10lh1-5">Foto di &lt;a href="https://pixabay.com/it/users/526663-526663/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=499991"&gt;526663&lt;/a&gt; da &lt;a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=499991"&gt;Pixabay&lt;/a&gt;</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 09:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Perché nel World Cancer Day dobbiamo parlare anche di alcol.]]></title>
			<author><![CDATA[Gabriele Sorrenti]]></author>
			<category domain="https://www.gabrielesorrenti.it/blog/index.php?category=Redazione"><![CDATA[Redazione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000003"><div><span class="fs11lh1-5">Il 4 febbraio si celebra la Giornata mondiale contro il cancro, World Cancer Day, promossa dalla UICC - Union for International Cancer Control - e sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).</span><br></div><div><span class="fs11lh1-5">La Giornata, quella del 2024 é la ventiquattresima edizione, rappresenta un importante richiamo a riflettere su cosa Istituzioni e individui possono fare insieme per combattere il cancro. Tutti gli altri giorni dell'anno siamo chiamati a fare praticamente qualcosa per combatterlo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Il cancro é una malattia in crescita in tutto il mondo ma che si può prevenire attraverso, anche, l'attenzione al nostro stile di vita.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">È ormai scientificamente provato che l'uso di bevande alcoliche (vino, birra, amari, liquori per citarne alcune) é un fattore che favorisce l'insorgenza di alcuni tipi di cancro.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Ciò avverrebbe, per quanto ne sappiamo fino ad ora, grazie alla capacità dell'alcol di danneggiare il Dna e interferire con la produzione degli ormoni che, come reazione a catena, a loro volta possono contribuire allo sviluppo di alcune forme tumorali.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Inoltre, altri studi sostengono che l'alcol sia in grado di potenziare gli effetti cancerogeni di altre sostanze negative per l'organismo, prima tra tutte il tabacco.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Ciascuno di noi ha conosciuto qualche Zio Peppino che beveva alcol e ha vissuto oltre 100 anni ma ognuno di noi ha conosciuto qualche altra persona morta molto prima della vecchiaia a causa di un cancro magari causato proprio dall'alcol.</span></div><div><span class="fs11lh1-5">Uno studio pubblicato nel 2020 su Lancet Oncology ha evidenziato, per limitarci all'Italia, che almeno il 2,6 % delle nuove diagnosi di cancro siano direttamente correlate all'alcol. Gli organi più colpiti sono: cavo orale, faringe, laringe, esofago, colon-retto, fegato e mammella. </span></div><div><span class="fs11lh1-5">La buona notizia é che io posso fare cose semplici per ridurre il rischio di ammalarmi di cancro: non bere alcol (non iniziare a farlo o smettere), adottare in generale stili di vita sani, partecipare ai programmi di salute pubblica (screening) volti alla diagnosi precoce di questa malattia consapevole del fatto che il rischio di danni da alcol può protrarsi nel tempo anche se smetto oggi di berlo. </span></div><div><span class="fs11lh1-5">Se hai pensato di smettere di bere o che qualcuno vicino a te sarebbe bene se smettesse di bere parlane con un operatore di salute se noti difficoltà a farlo.</span></div><div><br></div><div><span class="fs10lh1-5">Foto di National Cancer Institute su Unsplash &nbsp;&nbsp;</span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 04 Feb 2024 09:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il dolce e l’amaro di una sentenza che ci ricorda che la vita senza affetti è un deserto]]></title>
			<author><![CDATA[Ornella Favero]]></author>
			<category domain="https://www.gabrielesorrenti.it/blog/index.php?category=Interventi"><![CDATA[Interventi]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000002"><div><span class="fs11lh1-5">Vogliamo iniziare una riflessione sulla situazione nelle carceri a partire dalla sentenza della Corte Costituzionale 10/2024, che apre orizzonti nuovi, dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’art. 18 dell’Ordinamento penitenziario</span><span class="fs11lh1-5"><i> “nella parte in cui non prevede che la persona detenuta possa essere ammessa, nei termini di cui in motivazione, a svolgere i colloqui con il coniuge, la parte dell’unione civile o la persona con lei stabilmente convivente, senza il controllo a vista del personale di custodia”.</i></span><span class="fs11lh1-5"> Ma vogliamo iniziare soprattutto con le parole del magistrato di Sorveglianza Fabio Gianfilippi, che ha il grandissimo merito di avere promosso la questione di legittimità costituzionale:</span><span class="fs11lh1-5"><i> “Una prima lettura della sentenza della Corte, che pur merita ben più ampio studio, non può che suscitare vivissimo apprezzamento per gli alti principi enunciati e per la grande nettezza, anche in termini di prospettive, che la caratterizza. </i></span><i><span class="fs11lh1-5">A me pare che, a prescindere dal ruolo del legislatore, consegni all’ amministrazione e alla magistratura di sorveglianza, già da domani, il compito di iniziare in concreto a ragionare di come consentire lo svolgimento dei colloqui intimi. Dove già esistono spazi, ma anche dove non ci sono ancora. </span><span class="fs11lh1-5"><b>Occorre uno scambio di idee e di esperienze, il più possibile rapido, anche guardando ai tanti Paesi in cui l’affettività da anni trova luoghi e tempi anche in carcere,</b></span><span class="fs11lh1-5"> con le Direzioni degli istituti penitenziari che, nonostante il tempo drammatico del sovraffollamento, sono certo comprendano l’opportunità grande che la decisione della Consulta offre alla comunità penitenziaria”. </span></i></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Prima di tutto quello a cui la Corte Costituzionale ci richiama tutti con forza è non dimenticare il </span><span class="fs11lh1-5"><b><i>“</i>volto costituzionale” della pena</b></span><span class="fs11lh1-5">, “che è una sofferenza in tanto legittima in quanto inflitta «nella misura minima necessaria»”. E questa affermazione ci colpisce ed è “il dolce” della sentenza, in un momento in cui nella società passa invece l’idea che la pena deve essere inflitta “nella misura massima”. Anzi, </span><span class="fs11lh1-5"><b>la Corte fa di più, dice che negando alle persone detenute l’intimità degli affetti si rischia di arrivare a una “desertificazione affettiva” che è “l’esatto opposto della risocializzazione”.</b></span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">L’amaro invece, che suscita la sentenza, è la paura che l’immobilismo dell’Amministrazione possa porre mille ostacoli piuttosto che spianare la strada ai colloqui intimi, perché, come ci ha detto di recente una delle direttrici di carcere più aperte all’innovazione, Cosima Buccoliero, “Noi siamo autoreferenziali, abbiamo questa organizzazione che, cascasse il mondo, non riteniamo di dover cambiare, di modificare in funzione di opportunità che vengono dall’ esterno”. E l’amaro è anche la certezza che saremo sommersi dalle banalizzazioni giornalistiche e politiche (ricordiamo i titoli “Celle a luci rosse” quando, anni fa, si è cominciato a parlare di colloqui intimi nelle carceri) e che dovremo fare un grande lavoro di comunicazione per smontare i luoghi comuni e le semplificazioni che avveleneranno il clima dopo la sentenza della Corte Costituzionale. E del resto la Corte stessa “è consapevole dell’impatto che l’odierna sentenza è destinata a produrre sulla gestione</span></div><div><span class="fs11lh1-5">degli istituti penitenziari, come anche dello sforzo organizzativo che sarà necessario per adeguare ad una nuova esigenza relazionale strutture già gravate da persistenti problemi di sovraffollamento”.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div> </div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Ma proprio perché come volontari conosciamo il mondo del carcere e la sua quotidianità, proprio perché ci stiamo dentro ogni giorno, la nostra convinzione è che adesso ci voglia l’impegno di tutti, INSIEME, in ogni carcere, per cominciare a promuovere le prime esperienze di colloqui intimi.</b></span><span class="fs11lh1-5"> È una battaglia che speriamo veda la partecipazione di tutti quelli che hanno seguito e apprezzato la campagna che ha accompagnato la decisione della Corte Costituzionale, portata avanti su iniziativa in particolare di Andrea Pugiotto, ordinario di Diritto costituzionale all’ Università di Ferrara, che scrive ora a commento della sentenza </span><span class="fs11lh1-5"><i>“Si tratterà di monitorarne la doverosa attuazione, cui sono chiamate fin d'ora l'amministrazione penitenziaria e la magistratura di sorveglianza, nell'attesa di un (altrettanto doveroso) intervento del legislatore coerente con il giudicato costituzionale”.</i></span><br></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Il Volontariato è consapevole che in questa battaglia nessuno deve essere lasciato da solo, che </span><span class="fs11lh1-5"><b>non può essere affidata al “buon cuore” del singolo direttore la realizzazione di questi spazi di “libertà negli affetti” e che quelle che sono le disposizioni della Corte Costituzionale devono valere per tutti e nei tempi più rapidi possibile.</b></span><span class="fs11lh1-5"> Perché la sentenza parla chiaro, ma richiede anche di vigilare: “Venendo meno con questa decisione l’inderogabilità del controllo visivo sugli incontri, può ipotizzarsi la creazione all’interno degli istituti penitenziari – laddove le condizioni materiali della singola struttura lo consentano, e con la gradualità eventualmente necessaria – di appositi spazi riservati ai colloqui intimi tra la persona detenuta e quella ad essa affettivamente legata”.</span></div><div><div><br></div><div><span class="fs11lh1-5">di Ornella Favero,</span></div><div><span class="fs11lh1-5">direttrice di Ristretti Orizzonti e</span></div><div><span class="fs11lh1-5">presidente della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia</span></div></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5">Foto di Alexander Grey su Unsplash &nbsp;&nbsp;</span><span class="fs11lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 18:08:00 GMT</pubDate>
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